Israelizzazione politico culturale e repressione. Il disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo.

L’articolo che pubblichiamo è frutto di una ricerca che vuole essere utile al dibattito che si sta svolgendo nei movimenti per la Palestina, e non solo, sul disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo.
Approvato il 4 marzo 2026 dal Senato, con il titolo Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo, tale disegno di legge sarà probabilmente licenziato a settembre dalla Camera dei deputati.
L’articolo di Maria Teresa Silvestrini, attivista della Scuola per la pace Torino e Piemonte e dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, esplora il percorso che ha portato alla approvazione del testo definitivo. Ne emerge che la adozione per legge della definizione IHRA di antisemitismo rappresenta una forma di israelizzzazione politico culturale in quanto adotta normative derivanti dalla legislazione e dalla hasbara israeliana. Inoltre la repressione dell’“antisemitismo” viene affidata, su proposta del partito di Fratelli d’Italia, alla Strategia nazionale di contrasto all’antisemitismo e al gruppo tecnico di lavoro coordinato dal generale Pasquale Angelosanto, cioè a una sorta di task force che opera in modo discrezionale, senza alcun controllo democratico da parte del Parlamento, e che criminalizza i dissidenti e il mondo islamico come nemico interno.
Nelle conclusioni, si evidenzia come lo scopo del disegno di legge sia anzitutto intimidatorio, in quanto le migliaia di voci a sostegno di libertà e giustizia per il popolo palestinese non possono essere silenziate, anche se l’accusa di antisemitismo potrà essere rivolta contro specifiche organizzazioni o soggetti aggravandone la posizione di fronte alla legge.
Saranno perciò la mobilitazione, la coesione e la forza della società civile, delle/i docenti, dei collettivi, dei giuristi democratici, dei sindacati, a disinnescare le minacce e i veleni dell’hasbara sionista e della repressione, come già accaduto nei modelli vincenti di resistenza che hanno coinvolto i prof. Massimo Sabbatini del liceo Vivona e Salvatore Bullara con altri docenti del liceo Righi di Roma, nonché l’imam di Torino Mohamed Shahin.
La resistenza della Palestina è anche la nostra.

Torino 16 agosto 2026



L’articolo è pubblicato anche sul sito dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, raggiungibile tramite questo link.

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