Il 21 giugno abbiamo partecipato in molte/i, circa 30 persone, in un ambiente accogliente, sereno e dialogico, nell’area Caselli di Chieri, al World Cafè. Cosa posso fare concretamente per andare verso la pace.
Di noi, Scuola per la pace, eravamo presenti Rossella Offredo e la scrivente.
Si è da subito creato un clima accogliente, fatto di persone appartenenti alle realtà più varie: associazioni, giovani, qualcuno del Sereno Regis, gruppi di volontariato, singole/i, qualche giovane di Fridays e di Extinction Rebellion…
Ci siamo organizzati in sei tavoli, quelli indicati nella locandina, io sono stata una oste/facilitatrice, quindi sempre presente al tavolo Educare alla nonviolenza.
I partecipanti ruotavano dopo circa 30 minuti e potevano scegliere di partecipare al tavolo che maggiormente interessava loro.
Presso ogni tavolo ci si interrogava a partire da tre domande, spesso poi riunite negli interventi delle/i partecipanti: conosco strumenti per portare pace e nonviolenza? Quali conoscenze, contatti, metodi possiedo al riguardo? Che cosa mi interesserebbe approfondire e come?
Per la ricchezza e varietà degli interventi e delle/i partecipanti, non riesco a riportare nel dettaglio i contenuti, ma sottolineo alcuni elementi emersi.
Ad esempio, come questa educazione e pratiche partano da noi stesse/i e abbiamo perciò bisogno di formarci in questo senso.
Il bisogno di fare rete fra realtà diverse: è stata molto apprezzata SPP, ma anche i gruppi di narrazione (Pedagogia dei genitori, che non riguarda soltanto i genitori, ma tutti/e gli/le adulte/i e le persone in continua crescita e formazione), l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, la medicina narrativa, l’arte applicata da un punto di vista antropologico, tecniche e metodologie varie…
Sono state sottolineate soprattutto l’importanza e la necessità del rapporto e della collaborazione intergenerazionale: nei movimenti, a scuola, nelle iniziative.
L’esperienza di ieri è stata un ottimo esempio in questo senso.
Verrà poi fatta una sintesi di quanto emerso da parte degli organizzatori e quando la riceverò, la condividerò.
Per me, per noi, credo sia importante mantenere rapporti e scambi con questo tipo di realtà ed esperienze, se vogliamo comunicare, condividere, essere efficaci nelle nostre azioni e, cosa detta nell’incontro, non restare chiuse/i nella nostra bolla.
Chiara Giacometti
