
Premessa
Il progetto “Un ponte tra Gaza e Torino” è nato all’interno del nostro Istituto come esperienza di continuità didattica tra la Scuola Primaria P. Gemelli e la Scuola Secondaria di primo grado Pola. L’iniziativa ha coinvolto alunni e docenti in un percorso di ascolto, conoscenza e riflessione volto ad avvicinare due realtà geograficamente lontane ma accomunate dal desiderio di comunicare, condividere esperienze e costruire relazioni attraverso la cultura.
Obiettivi
Il progetto si è proposto di:
· promuovere la conoscenza della realtà della Striscia di Gaza attraverso testimonianze dirette, racconti e attività artistiche;
· favorire il dialogo interculturale e la comprensione reciproca;
· sviluppare competenze espressive, musicali, artistiche e linguistiche;
· rafforzare la collaborazione tra scuola primaria e scuola secondaria;
· educare all’empatia, alla solidarietà e alla cittadinanza globale.
Il percorso musicale: le ninne nanne come linguaggio universale
Uno dei momenti più significativi del progetto è stato l’ascolto di alcuni video provenienti dalla Striscia di Gaza. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulle ninne nanne cantate da Nada, figura alla quale è dedicata la mostra conclusiva.
Gli alunni hanno ascoltato le melodie, tradotto i testi e approfondito il significato dei brani. È emerso come le parole delle ninne nanne palestinesi risultassero spesso particolarmente rassicuranti e dolci, mentre le melodie presentavano sorprendenti somiglianze con quelle della tradizione italiana. Questa esperienza ha permesso di comprendere come la musica possa rappresentare un linguaggio universale capace di unire persone appartenenti a culture diverse.
Grazie alla collaborazione di alcune mamme arabe della scuola, gli alunni hanno inoltre studiato, interpretato e musicato ninne nanne della tradizione italiana. Le registrazioni realizzate sono state inviate a Gaza come segno di vicinanza e condivisione.
Ricevere messaggi di ringraziamento e risposte da persone che vivono una situazione di grande difficoltà ha rappresentato un momento di forte coinvolgimento emotivo per tutti i partecipanti. Particolarmente significativo è stato lo scambio nato intorno alla canzone Atuna Tufuli: dopo l’invio della registrazione realizzata dagli studenti, è stato ricevuto un video in cui i bambini palestinesi cantavano accompagnati dalla nostra esecuzione. Questo episodio ha reso concreto il senso del progetto, facendo percepire come la musica possa accorciare le distanze e creare autentici legami tra persone lontane.
La realizzazione del fumetto
Un’altra importante attività è stata la creazione di un fumetto realizzato in collaborazione tra scuola primaria e scuola secondaria. Gli alunni delle classi quinte della primaria hanno curato la parte grafica attraverso la realizzazione dei disegni, mentre gli studenti della secondaria hanno elaborato i testi e la narrazione.
Il fumetto è stato concepito come un ponte simbolico tra Torino e Gaza. Attraverso immagini e parole sono stati messi a confronto alcuni aspetti della vita quotidiana nelle due realtà: il risveglio, la scuola, il cibo, i giochi, le forme di comunicazione e la musica.
Il racconto si conclude con il canto condiviso di Atuna Tufuli, simbolo dell’incontro tra culture diverse e dell’esperienza di dialogo costruita durante il progetto.
Il percorso di lettura: “Contro corrente. Storia di una pescatrice di Gaza”
Un’altra tappa fondamentale del percorso è stata la lettura del libro Contro corrente. Storia di una pescatrice di Gaza, che ha offerto agli studenti l’opportunità di conoscere una realtà lontana attraverso la narrazione.
L’opera, scritta dalla scrittrice giordano-palestinese Taghreed Najjar, racconta la storia di Yusra, una ragazza della Striscia di Gaza che sceglie di diventare pescatrice, sfidando stereotipi e pregiudizi legati ai ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne.
Durante il lavoro in classe gli studenti hanno scoperto che la protagonista è ispirata a una persona reale: Madleen Kulab, giovane pescatrice palestinese. La visione di una video-intervista in cui Madleen racconta la propria esperienza ha permesso di approfondire temi quali il rapporto con il mare, le difficoltà della vita quotidiana a Gaza, il sostegno alla famiglia e il coraggio necessario per seguire le proprie aspirazioni.
L’ascolto diretto della sua testimonianza ha contribuito a rendere la storia più concreta e vicina, favorendo una maggiore comprensione del contesto descritto nel libro.
Attività artistiche e scrittura creativa
La lettura del romanzo ha rappresentato il punto di partenza per numerose attività espressive. Le immagini evocate dal racconto – il mare, le barche, le reti da pesca, il porto, la fatica e la determinazione della protagonista – hanno ispirato la realizzazione di elaborati artistici personali.
Successivamente gli studenti si sono dedicati alla scrittura creativa, producendo filastrocche, testi in rima e brevi componimenti ispirati alla storia. Attraverso queste attività hanno rielaborato i contenuti del libro secondo il proprio punto di vista, esprimendo emozioni, riflessioni e considerazioni personali.
Conclusioni
Il progetto “Un ponte tra Gaza e Torino” ha rappresentato un’importante esperienza educativa e umana. Attraverso la musica, la lettura, l’arte e la scrittura, gli studenti hanno avuto l’opportunità di conoscere una realtà diversa dalla propria, sviluppando sensibilità, capacità di ascolto, spirito critico e consapevolezza interculturale.
Le attività svolte hanno dimostrato come la cultura possa diventare uno strumento di dialogo e di incontro, capace di costruire ponti anche in contesti segnati da difficoltà, conflitti e divisioni. La mostra conclusiva raccoglie il percorso realizzato e testimonia l’impegno degli alunni nel costruire, attraverso creatività e condivisione, un simbolico ma significativo ponte tra Gaza e Torino.
L’esperienza maturata durante il progetto avrà inoltre una prosecuzione nel percorso conclusivo di alcune alunne della scuola secondaria, che presenteranno in sede d’esame un approfondimento dedicato alle ninne nanne come strumento di dialogo interculturale e al tema dell’incontro tra popoli, evidenziato nel lavoro svolto attraverso il fumetto collaborativo tra primaria e secondaria.
Nel corso della loro esposizione, le studentesse rifletteranno anche sui principi sanciti dal diritto internazionale e sui diritti fondamentali dell’infanzia e delle popolazioni civili, analizzando le violazioni che interessano il popolo palestinese e altre popolazioni coinvolte in contesti di guerra e crisi umanitarie. L’obiettivo sarà quello di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della pace, della tutela dei diritti umani, della solidarietà internazionale e della responsabilità collettiva nella costruzione di una società più giusta e inclusiva.
La docente Roberta Schiavello
Torino, 16 giugno 2026