
Il volantinaggio di Gioventù nazionale davanti all’ingresso del liceo Cavour, la mattina del 26/02/26, è stato un flop.
La distribuzione di contenuti che spingono all’odio e al disprezzo verso giovani di origine straniera, che ledono l’idea di cittadinanza multietnica e cosmopolita, non ha trovato appeal negli/nelle studenti che sono transitati/e, come di consueto, dall’ingresso alle aule, ma anzi ha avuto l’effetto di suscitare attenzione e reazione a contrasto, di slogan tesi a fomentare paura e razzismo, consolidando lo scambio e l’interazione fra studenti e docenti finalizzata alla produzione di cultura democratica.
La Prof.ssa Cristina Bracchi, componente della Scuola per la pace di Torino e Piemonte, e del Collegio docenti del LCeM Cavour di Torino, a seguito dell’episodio, ha proposto alla discussione, nella seduta del Collegio del 27 febbraio 2026, un breve testo, firmato poi da 55 docenti, che afferma, quale scelta ideale e pedagogica concreta, l’adesione del comportamento e dell’azione docente ai principi della Costituzione italiana.
Il testo:
La scuola plurale e inclusiva che promuoviamo al Liceo Classico e Musicale Cavour di Torino non è interessata a provocazioni, da chiunque presentate, a contenuto razzista, discriminatorio e violento. Il giorno 26 febbraio 2026 all’ingresso della sede di Corso Tassoni, un gruppo di giovani di Gioventù nazionale, vicina a Fratelli d’Italia, si è presentato alle ore 8:00 con un corredo di volantini, ben noto in città perché lo stesso copione si è svolto all’ingresso di altri istituti scolastici torinesi, che fomentano l’odio verso i cosiddetti ‘maranza’ e invitano a seguire invece presunti valori e stile di vita dei
promotori, evidentemente razzisti e illiberali. Il corredo prevedeva anche la polizia e la digos, in sevizio grazie ai soldi dei/delle contribuenti, che invece di proteggere e accompagnare con la loro presenza l’idea democratica di pace, accoglienza e pluralità vigilava affinché i volantini xenofobi potessero essere distribuiti senza ostacoli.
Il Liceo Cavour ribadisce il proprio stile di cittadinanza democratica e ricusa ogni tentativo di strumentalizzazione da parte di chi confonde il diritto di espressione con l’espressione illiberale del disprezzo e dell’odio verso chiunque e qualsiasi categoria sociale.
Torino, 27 febbraio 2026