Il Giorno della Memoria all’IPSEOA G. Pastore di Varallo Sesia

Mercoledì 28 gennaio la classe seconda A dell’IPSEOA “G. Pastore” (sede di Varallo) ha conosciuto Gianmarco Pisa, peacekeeper civile professionista e segretario nazionale dell’Istituto Italiano di Ricerca per la Pace-Corpi Civili di Pace (IPRI-CCP). [continua]

Il suo intervento, condotto parzialmente in forma laboratoriale, si è concentrato sui temi della pace, della cooperazione e della nonviolenza, con specifico riferimento alle misure di impegno e di ricerca-azione per corpi civili di pace finalizzati alla trasformazione costruttiva dei conflitti. L’incontro è stato pensato anche a partire dai contenuti del suo libro, fresco di stampa, intitolato Più eterno del bronzo. Educazione alla cultura e semantica del monumento. L’orizzonte della cultura come prospettiva di costruzione della pace. Si è trattato di un momento didattico trasversale a diverse discipline – storia, geografia, diritto, arte – in grado di dare un’ampia prospettiva educativa e stimolare riflessioni cui, nel complesso, la classe non si è sottratta.

La mattina precedente, in occasione dell’anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa e del Giorno della Memoria, nella stessa classe c’era stato un intervento della docente di storia e di un collega di sostegno sul significato della ricorrenza. A oltre ottant’anni dalla Shoah, commemorazione e memoria dovrebbero legarsi sempre di più a un’adeguata conoscenza storica. E così, dopo una rapida lettura del testo di legge che nel 2000 istituì in Italia il Giorno della Memoria, studenti e studentesse sono stati/e invitati/e a riflettere sulle politiche di sterminio naziste e fasciste contro la popolazione ebraica europea, i prigionieri di guerra sovietici, i polacchi non ebrei, i rom, i civili serbi massacrati dalle autorità ustascia, le persone con disabilità, gli oppositori e i dissidenti politici, i “criminali professionisti” e gli “asociali”, i Testimoni di Geova, gli omosessuali e i bisessuali, e contro le persone con la pelle nera. Lo slogan Never again associato alla Shoah è stato chiamato in causa perché venga inteso come lezione universale per tutta l’umanità. Questo passaggio ha portato a citare la recente risoluzione dell’International Association of Genocide Scholars (IAGS), secondo cui Israele sta commettendo un genocidio a Gaza. La lezione si è conclusa con la proiezione dell’importante intervista rilasciata da Primo Levi alla Rai il 25 gennaio 1975 e consigliata fra le proposte didattiche dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e dalla Scuola per la pace per il Giorno della Memoria 2026.

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