
27 gennaio 2026
Nel Giorno della Memoria 2026 l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e La scuola per la pace Torino e Piemonte propongono alle/i docenti di dedicare una Giornata di studio a Primo Levi, perché dalla sua cristallina e integra figura di scrittore e testimone abbiamo imparato e interiorizzato che cosa sono stati i campi di distruzione, il genocidio, la disumanizzazione. Il risuonare della sua voce pacata e delle sue alte parole nelle nostre aule, come da molti decenni già avviene, è un antidoto alla macabra politica della sistematica distruzione dei popoli, all’idea che “ogni straniero è nemico”, alle pulsioni identitarie e alla logica eliminatoria nei confronti dell’”Altro”, che ha molti altri tragici esempi nella storia moderna del colonialismo e nell’attualità contemporanea.
Primo Levi (1919-1987) era di Torino e coloro che ne hanno avuto la fortuna lo hanno ascoltato quando andava nelle scuole a parlare: proprio dall’incontro con lui molte/i hanno cominciato a sviluppare una coscienza politica antifascista. E moltissime/i di noi hanno imparato dai suoi libri, e hanno poi instancabilmente insegnato, che cosa è stata la disumanizzazione nei “campi di distruzione”.
Scrive Primo Levi: “Si immagini ora un uomo a cui, insieme con le persone amate, vengano tolti la sua casa, le sue abitudini, i suoi abiti, tutto infine, letteralmente tutto quanto possiede: sarà un uomo vuoto, ridotto a sofferenza e bisogno (…) tale quindi, che si potrà a cuor leggero decidere della sua vita o morte, al di fuori di ogni senso di affinità umana”. In altri termini, deprivati della loro cultura, gli esseri umani sono vuoti simulacri alla mercé dei loro aguzzini. Perché appunto noi esseri umani siamo esseri sociali e culturali, la cultura è la nostra natura, è la nostra umanità, e deprivare della cultura è disumanizzare.
Ma come si arriva al Lager? Una limpida risposta di Primo Levi è nella breve introduzione a Se questo è un uomo: “A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo”. Levi vuole dirci che quando ogni straniero diventa nemico per un’intera società, quando si affermano fascismo e nazismo, la logica conseguenza è il Lager, il genocidio. In un breve e pregnante video del 1975 egli infatti individua un filo conduttore tra le azioni delle squadre d’azione fasciste dei primi anni Venti a Torino e in Italia con i campi di concentramento e con il fascismo attuale, “a cui manca soltanto il potere per ridiventare quello che era, cioè la consacrazione del privilegio e della disuguaglianza”. Questo pericolo non era scongiurato per sempre e Levi non si stancava di ripetere nelle scuole e ovunque: “Fate attenzione, alla fine del fascismo c’è il Lager”.
Invitiamo dunque docenti delle scuole di ogni ordine e grado a dedicare il 27 gennaio 2026 a riflettere e ripensare, costruendo i propri originali percorsi didattici in base alle loro classi, quanto Primo Levi ha insegnato, consapevoli che già molto lavoro didattico è stato fatto nel tempo. Per questo chiediamo a coloro che dispongono di materiali didattici, bibliografie o riflessioni originali da condividere di inviarli al seguente indirizzo email: osservatorionomili@gmail.com. Saranno inseriti in un drive, insieme con i materiali qui di seguito elencati, e messi a disposizione di tutte/i a scopo di conoscenza e ispirazione.
Un importante approfondimento e aggiornamento storiografico sul Genocidio nella didattica della storia è l’intervento di Marco Meotto al convegno dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università tenuto online il 4 novembre 2025, che consente di rileggere criticamente “il genocidio come un fenomeno strutturale e ricorrente nella modernità”. Qui il link al video (dal minuto 27’): https://www.youtube.com/watch?v=hDRJ__CI2Vs
Materiali audio e video
Se questo è un uomo (1947), Audiolibro, https://www.youtube.com/watch?v=ypfCf2vRUJI
Documentari di Rai Cultura, Primo Levi. L’uomo, lo scrittore, il testimone
https://www.raicultura.it/webdoc/primo-levi/index.html#welcome
Contiene:
Tre documentari: Gad Lerner racconta Primo Levi (1997)
Gli sci di Primo Levi
La storia editoriale di Se questo è un uomo
Numerose interviste a Primo Levi, tra cui:
Levi si racconta
Il mestiere di raccontare: Se questo è un uomo, EP 1, EP 2, EP 3
Scrivere sul campo di concentramento, 25 gennaio 1975
Auschwitz, la lunga ombra, 16 maggio 1979
Il veleno di Auschwitz, 1984
Ritorno ad Auschwitz, 1983
Francesco Remotti. Letteratura e antropologia: la lezione di Primo Levi
https://www.youtube.com/watch?v=jk2PhWR2uFA
Moni Ovadia racconta Primo Levi. Incontro organizzato dall’Istituto storico della Resistenza in Toscana svoltosi a Firenze il 5 dicembre 2012, nella sede del Consiglio Regionale della Toscana. Conferenza centrata su I sommersi e i salvati
https://www.youtube.com/watch?v=OUk-BhZVW64
Materiale didattico
Primo Levi di Gabriella Giudici (docente di Scienze umane e filosofia): https://www.gabriellagiudici.it/primo-levi/
Per la scuola primaria:
Federico Gregotti, Sara Not, Primo Levi, una voce per non dimenticare, EdizioneEl, 2023.
Per la scuola secondaria: fumetti e libri illustrati
Matteo Mastragostino, Alessandro Ranghiasci, Primo Levi, Becco Giallo, 2023 (nuova edizione).
Giovanna Carbone, Franco Portinari, 174517. Deportato: Primo Levi, La Meridiana, 2019.
Carlo Greppi, Le scarpe di Lorenzo, Polo Castaldi, Rizzoli, 2025.
Primo Levi, Storie naturali, Einaudi, 2023.
Bibliografia integrativa
Primo Levi, Appendice del 1976 per l’edizione scolastica di Se questo è un uomo
https://www.vocedellasera.com/arti/libri/primo-levi-se-questo-e-un-uomo-appendice/
Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone, Bollati Boringhieri, 1998.
Mario Barenghi, Marco Belpoliti, Anna Stefi, a cura di, Primo Levi, Milano, Marcos y Marcos, 2017.
Marco Belpoliti, Primo Levi, Bruno Mondadori, 1998.
Norman G. Finkelstein, L’industria dell’Olocausto. Lo sfruttamento della sofferenza degli ebrei, Meltemi linee, 2024.