Nella nostra scuola, l’IC Matteotti Pellico, a partire del mese di ottobre abbiamo lavorato sulla situazione della Palestina in una classe seconda e in tre classi terze. Nella classe seconda abbiamo individuato, per sommi capi, dei prerequisiti storici e politici e dei concetti fondamentali (Nakba, scolasticidio, Sumud), studiando e interpretando graficamente, con lavori di gruppo, i versi di due poeti palestinesi (in allegato). Nelle classi terze (tre sezioni) si è invece lavorato sulla rielaborazione grafico/pittorica delle opere figurative di alcuni artisti palestinesi e di alcuni writers. Alla fine del percorso abbiamo realizzato un video, pubblicato sul sito della scuola, che documenta la recitazione corale delle poesie e le varie fasi dei procedimenti relativi alla realizzazione dei lavori, esposti in seguito al Polo Culturale Lombroso16. La partecipazione degli studenti è stata altissima, si sono mostrati interessati, collaborativi ed empatici. Ha giocato a nostro favore la concomitanza del progetto con il viaggio della prima Flotilla, percepito dai miei piccoli studenti come una sorta di galvanizzatore – quasi epico/mitopoietico – di una idea universale di giustizia, resistenza e libertà.
La docente Silvia Mondino @RTINSIDE scuola MATTEOTTI PELLICO
Premessa Il progetto “Un ponte tra Gaza e Torino” è nato all’interno del nostro Istituto come esperienza di continuità didattica tra la Scuola Primaria P. Gemelli e la Scuola Secondaria di primo grado Pola. L’iniziativa ha coinvolto alunni e docenti in un percorso di ascolto, conoscenza e riflessione volto ad avvicinare due realtà geograficamente lontane ma accomunate dal desiderio di comunicare, condividere esperienze e costruire relazioni attraverso la cultura.
Obiettivi Il progetto si è proposto di: · promuovere la conoscenza della realtà della Striscia di Gaza attraverso testimonianze dirette, racconti e attività artistiche; · favorire il dialogo interculturale e la comprensione reciproca; · sviluppare competenze espressive, musicali, artistiche e linguistiche; · rafforzare la collaborazione tra scuola primaria e scuola secondaria; · educare all’empatia, alla solidarietà e alla cittadinanza globale. Il percorso musicale: le ninne nanne come linguaggio universale Uno dei momenti più significativi del progetto è stato l’ascolto di alcuni video provenienti dalla Striscia di Gaza. In particolare, l’attenzione si è concentrata sulle ninne nanne cantate da Nada, figura alla quale è dedicata la mostra conclusiva. Gli alunni hanno ascoltato le melodie, tradotto i testi e approfondito il significato dei brani. È emerso come le parole delle ninne nanne palestinesi risultassero spesso particolarmente rassicuranti e dolci, mentre le melodie presentavano sorprendenti somiglianze con quelle della tradizione italiana. Questa esperienza ha permesso di comprendere come la musica possa rappresentare un linguaggio universale capace di unire persone appartenenti a culture diverse. Grazie alla collaborazione di alcune mamme arabe della scuola, gli alunni hanno inoltre studiato, interpretato e musicato ninne nanne della tradizione italiana. Le registrazioni realizzate sono state inviate a Gaza come segno di vicinanza e condivisione. Ricevere messaggi di ringraziamento e risposte da persone che vivono una situazione di grande difficoltà ha rappresentato un momento di forte coinvolgimento emotivo per tutti i partecipanti. Particolarmente significativo è stato lo scambio nato intorno alla canzone Atuna Tufuli: dopo l’invio della registrazione realizzata dagli studenti, è stato ricevuto un video in cui i bambini palestinesi cantavano accompagnati dalla nostra esecuzione. Questo episodio ha reso concreto il senso del progetto, facendo percepire come la musica possa accorciare le distanze e creare autentici legami tra persone lontane. La realizzazione del fumetto Un’altra importante attività è stata la creazione di un fumetto realizzato in collaborazione tra scuola primaria e scuola secondaria. Gli alunni delle classi quinte della primaria hanno curato la parte grafica attraverso la realizzazione dei disegni, mentre gli studenti della secondaria hanno elaborato i testi e la narrazione. Il fumetto è stato concepito come un ponte simbolico tra Torino e Gaza. Attraverso immagini e parole sono stati messi a confronto alcuni aspetti della vita quotidiana nelle due realtà: il risveglio, la scuola, il cibo, i giochi, le forme di comunicazione e la musica. Il racconto si conclude con il canto condiviso di Atuna Tufuli, simbolo dell’incontro tra culture diverse e dell’esperienza di dialogo costruita durante il progetto. Il percorso di lettura: “Contro corrente. Storia di una pescatrice di Gaza” Un’altra tappa fondamentale del percorso è stata la lettura del libro Contro corrente. Storia di una pescatrice di Gaza, che ha offerto agli studenti l’opportunità di conoscere una realtà lontana attraverso la narrazione. L’opera, scritta dalla scrittrice giordano-palestinese Taghreed Najjar, racconta la storia di Yusra, una ragazza della Striscia di Gaza che sceglie di diventare pescatrice, sfidando stereotipi e pregiudizi legati ai ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne. Durante il lavoro in classe gli studenti hanno scoperto che la protagonista è ispirata a una persona reale: Madleen Kulab, giovane pescatrice palestinese. La visione di una video-intervista in cui Madleen racconta la propria esperienza ha permesso di approfondire temi quali il rapporto con il mare, le difficoltà della vita quotidiana a Gaza, il sostegno alla famiglia e il coraggio necessario per seguire le proprie aspirazioni. L’ascolto diretto della sua testimonianza ha contribuito a rendere la storia più concreta e vicina, favorendo una maggiore comprensione del contesto descritto nel libro. Attività artistiche e scrittura creativa La lettura del romanzo ha rappresentato il punto di partenza per numerose attività espressive. Le immagini evocate dal racconto – il mare, le barche, le reti da pesca, il porto, la fatica e la determinazione della protagonista – hanno ispirato la realizzazione di elaborati artistici personali. Successivamente gli studenti si sono dedicati alla scrittura creativa, producendo filastrocche, testi in rima e brevi componimenti ispirati alla storia. Attraverso queste attività hanno rielaborato i contenuti del libro secondo il proprio punto di vista, esprimendo emozioni, riflessioni e considerazioni personali. Conclusioni Il progetto “Un ponte tra Gaza e Torino” ha rappresentato un’importante esperienza educativa e umana. Attraverso la musica, la lettura, l’arte e la scrittura, gli studenti hanno avuto l’opportunità di conoscere una realtà diversa dalla propria, sviluppando sensibilità, capacità di ascolto, spirito critico e consapevolezza interculturale. Le attività svolte hanno dimostrato come la cultura possa diventare uno strumento di dialogo e di incontro, capace di costruire ponti anche in contesti segnati da difficoltà, conflitti e divisioni. La mostra conclusiva raccoglie il percorso realizzato e testimonia l’impegno degli alunni nel costruire, attraverso creatività e condivisione, un simbolico ma significativo ponte tra Gaza e Torino. L’esperienza maturata durante il progetto avrà inoltre una prosecuzione nel percorso conclusivo di alcune alunne della scuola secondaria, che presenteranno in sede d’esame un approfondimento dedicato alle ninne nanne come strumento di dialogo interculturale e al tema dell’incontro tra popoli, evidenziato nel lavoro svolto attraverso il fumetto collaborativo tra primaria e secondaria. Nel corso della loro esposizione, le studentesse rifletteranno anche sui principi sanciti dal diritto internazionale e sui diritti fondamentali dell’infanzia e delle popolazioni civili, analizzando le violazioni che interessano il popolo palestinese e altre popolazioni coinvolte in contesti di guerra e crisi umanitarie. L’obiettivo sarà quello di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della pace, della tutela dei diritti umani, della solidarietà internazionale e della responsabilità collettiva nella costruzione di una società più giusta e inclusiva. La docente Roberta Schiavello Torino, 16 giugno 2026
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Dal 29 ottobre 2022, poco dopo la costituzione della Scuola per la pace, nelle scuole di Torino, del Piemonte, ma anche di altre località d’Italia (Firenze, Palermo, Ugento, Venezia) sono state presentate mozioni, lettere aperte e documenti nei quali le docenti e i docenti hanno preso parola e iniziativa, dapprima contro la guerra in Ucraina, poi contro il genocidio in Palestina e quest’anno sui volantinaggi di Gioventù Nazionale. Pubblichiamo qui il file completo, che ovviamente non comprende tutto il gran numero di mozioni presentate in Italia, ma solo quelle inviate a SPP dalle e dai docenti delle rispettive scuole, che ringraziamo di cuore. Il susseguirsi dei documenti mostra il dipanarsi della nostra lotta e ci sono testi bellissimi. Dato che nel frattempo nuove e nuovi docenti sono stati coinvolti, auspichiamo che, prendendo esempio dalle mozioni già approvate, se ne presentino altre all’inizio del prossimo anno scolastico. La voce delle scuole deve continuare a farsi sentire dovunque possibile perché i governi devono sapere che ripudiamo le guerre e il genocidio e che non siamo disposti ad “allineare le nostre percezioni” (Rearm Europe, art. 164) per assuefarci all’inevitabilità di guerre che non sono le nostre e di cui non vogliamo in alcun modo essere complici.
Mozioni e documenti possono essere inviati all’indirizzo lascuolaperlapace@gmail.com .
Parlare di Gaza nelle scuole ed educare alla pace è stato mirabilmente realizzato dai docenti della scuola primaria Sibilla Aleramo, dell’IC Padre Gemelli e della scuola secondaria di primo grado Nino Costa di Moncalieri, con il progetto Un ponte tra Gaza e Torino.
Il progetto è incentrato sulla lingua madre attraverso filastrocche, ninne nanne e poesie scambiate con donne di Gaza incontrate attraverso il comitato “Un Aiuto per la Palestina”. L’evento conclusivo sarà la mostra Gaza e Torino con i disegni delle allieve e degli allievi, la cui inaugurazione (a cui parteciperanno alcune delle classi) si terrà il 9 giugno alle 10.30 presso la biblioteca civica “I ragazzi e le ragazze di Utoya”, in via Zumaglia 39.
La referente, Barbara Strambaci, ha raccontato il progetto nella serie radiofonica Che profumo ha la pace? (dal minuto 50) a cui hanno partecipato anche l’antropologa Laura Ferrero e la poetessa Imma Schiena. La mostra sarà visitabile fino al 23 giugno.
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La Scuola per la pace di Torino e Piemonte esprime la propria solidarietà alla docente dell’IIS “Santorre di Santarosa” di Torino che, intervenuta a sostegno delle studentesse e degli studenti nel tentativo di neutralizzare pacificamente l’ennesimo volantinaggio contro la cosiddetta “cultura maranza”, è stata nelle ore immediatamente successive oggetto di una incredibile campagna di denigrazione mediatica.
Come in altre occasioni, la sezione “D’Annunzio” di Gioventù Nazionale è comparsa davanti a scuola scortata da 7 agenti della Digos, il cui ruolo in queste situazioni risulta incomprensibile, così come è opaca la modalità di invio degli agenti e poco trasparente la ragione della loro presenza.
I militanti di GN hanno ripreso ragazze e ragazzi (anche minorenni) senza il loro consenso e nell’editing del video hanno tagliato le parole della nostra collega, manipolandone l’intervento.
Il volantinaggio è stato fronteggiato a mani nude, senza alcun momento di tensione imputabile a docente, studentesse e studenti, che si sono limitati a invocare la libertà della scuola dal fascismo e a rivendicare, oggi, 3 giugno 2026, con un mondo in fiamme e il giorno dopo la Festa della Repubblica, che la scuola è antifascista ab origine, nella sua intima natura democratica sgorgata dalla Resistenza.
La sola arma che docente, studentesse e studenti hanno brandito è stata la loro voce: i contenuti apertamente razzisti e discriminatori del volantino sono stati contestati cantando Bella ciao ed è questo il senso profondo delle parole della docente, che ha esortato ragazze e ragazzi a “respingere con le parole” i contenuti veicolati da GN.
Nelle ore immediatamente successive si è scatenata una vera e propria shitstorm contro la nostra collega, pubblicamente offesa in centinaia di commenti ai diversi post che sui social hanno rilanciato il video, che in poche ore è rimbalzato dai social alla stampa locale a quella nazionale, arrivando alle istituzioni e alla pubblica censura del comportamento di docente, ragazze e ragazzi da parte dell’ europarlamentare di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto. Quest’ultimo non ha esitato a riproporre l’ argomento più trito e ritrito che esista, quello del “fascismo degli antifascisti”, arrivando a scomodare il povero Pierpaolo Pasolini.
In questo momento ci stringiamo alla docente e alle colleghe e colleghi a lei vicine/i e alle studentesse e studenti, che poco più di un mese fa hanno imparato dall’intensa testimonianza di Adelmo Cervi il significato vivo e vibrante delle parole: ORA E SEMPRE RESISTENZA!
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Il 6 giugno dalle 19 presso Comala, in corso Ferrucci 65/a, si terrà l’Assemblea e Festa di fine anno indetta da Scuola per la pace, Assemblea Scuola Torino e Docenti per Gaza, a cui sono invitati anche gli altri gruppi di base di docenti, le studentesse e gli studenti. Ci confronteremo sull’intenso anno trascorso, ragioneremo sulle prospettive future, scambieremo chiacchiere e pensieri, ci godremo un aperitivo. Auspichiamo una grande partecipazione a un anno dalla grande manifestazione delle scuole per Gaza (5 giugno 2025).
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Venerdì 29 maggio, come studenti e docenti, aderiremo allo sciopero generale contro la guerra. Nelle scuole viviamo direttamente l’impatto della guerra e percepiamo in maniera sempre più evidente la militarizzazione del mondo dell’istruzione e dell’intera società. Il genocidio di Gaza, con la distruzione di scuole, università, musei, chiese e monumenti storici, e la guerra in Iran, iniziata con l’assassinio di 180 allieve di una scuola, ci spingono a opporci con forza alla ristrutturazione della scuola per la guerra, che va dai tagli all’istruzione alla riforma dei tecnici e del 4+2, ai PCTO con le aziende belliche e allo svuotamento dei programmi di filosofia e storia. Come studenti e docenti contrastiamo fermamente il tentativo di piegare la scuola alla cultura e alla propaganda di guerra, perché dove c’è guerra la scuola muore. Piazza Castello h18
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Realizzato dagli studenti dell’IC Matteotti di Torino
All’IPSEOA G. Pastore di Varallo Sesia si è recentemente svolta un’iniziativa didattica dal titolo La mia classe è la Palestina, con Norberto Julini di Pax Christi. Il docente Francesco Ravelli, componente di Scuola per la pace che l’ha organizzata, ci invia il testo redatto da uno studente del secondo anno che ha espresso il significato e il valore culturale di questo percorso didattico, condotto per rendere consapevoli le studentesse e gli studenti che l’attualità del genocidio palestinese e dell’occupazione della Cisgiordania affonda le proprie radici in una lunga storia coloniale.
La mia classe è la Palestina, di Lorenzo Gallarotti Recentemente, otto classi del nostro Istituto hanno avuto l’opportunità di partecipare a un incontro sulla Palestina curato dal prof. Norberto Julini, attivista con diversi trascorsi in quella terra e referente della campagna Ponti e non Muri di Pax Christi. L’iniziativa didattica, denominata La mia classe è la Palestina, è stata accolta con molto entusiasmo, distinguendosi per un approccio capace di coinvolgere le studentesse e gli studenti. Il docente ha iniziato con una premessa sul sionismo, un approfondimento necessario che ha permesso di fare chiarezza sulle origini ideologiche di questo movimento razzista e colonialista, offrendo strumenti indispensabili per conoscere l’evoluzione del conflitto israelo-palestinese e per comprenderlo storicamente. Con lo scopo proprio di avvicinarsi alla questione, nella mia classe il prof. Francesco Ravelli aveva tenuto due lezioni di inquadramento storico, basate anche su materiali forniti dalla rete di insegnanti Scuola per la Pace Torino e Piemonte. Quelle spiegazioni si erano soffermate sul sionismo come progetto coloniale di insediamento, sulla resistenza palestinese (l’Intifada) e sulle rappresaglie di Israele, fino al genocidio perpetrato dallo Stato Ebraico contro i gazawi. Tornando al prof. Julini, un aspetto significativo è stato il tipo di intervento didattico, condotto attraverso una metodologia esperienziale, agita nello spazio dell’aula. Ciò ha reso tangibili le dinamiche dell’illegalità dell’occupazione israeliana nei territori palestinesi, un’area abitata complessivamente da 12 milioni di persone, la cui grandezza è come quella del Piemonte e della Valle d’Aosta insieme. Attraverso questa simulazione, concetti spesso astratti come la limitazione della libertà di movimento per i palestinesi, la frammentazione del territorio e la negazione dei diritti inalienabili dell’uomo, ci sono arrivati in modo immediato e profondo, lasciando un’impronta significativa che potrebbe protrarsi a lungo. Il riscontro è quindi stato estremamente positivo: l’approccio dinamico ha favorito un alto livello di attenzione, oltre che un reale coinvolgimento critico ed emotivo, come quando il prof. Julini ci ha letto la poesia Se devo morire di Refaat Alareer, ucciso da un attacco aereo israeliano nel nord di Gaza, oppure quando ci ha proposto di seguire un servizio del Tg3 dedicato ai soprusi di un colono verso una donna palestinese disarmata. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione formativa, capace di trasformare un tema di stretta attualità in un’esperienza di apprendimento concreto. In occasione dell’ultimo dei quattro giorni di incontri, al nostro ospite è stato offerto un pranzo preparato ad hoc dalle classi del corso di cucina con la supervisione del prof. Giorgio Anselmetti. Il menù prevedeva hummus di ceci, maqluba e knafeh.
Realizzato dagli studenti dell’IC Matteotti di Torino
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Mercoledì 20 maggio, alle ore 17.45, SPP vi invita al Polo del Novecento, in piazzetta Franco Antonicelli, dove si terrà l’incontro Economia, lavoro, guerra: una città in recessione?, organizzato con il Gruppo Città e Territorio dell’Unione Culturale. Come sappiamo, la scelta politica per contrastare il declino industriale di Torino è bipartisan: la trasformazione da città delle auto a città delle armi. Nel suo messaggio in occasione del 1° maggio, l’arcivescovo Roberto Lepore ha espresso la sua forte preoccupazione per questo futuro nefasto, ma, tra i diversi poteri urbani, la sua voce è pressoché isolata. Tanto più è importante far sentire la nostra. Nel corso dell’incontro verrà illustrata la Mappatura dal basso della filiera bellica e aerospaziale piemontese, condotta da giovani ricercatrici e ricercatori dell’assemblea StopRiarmo, che si può consultare a questo link.
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All’IIS Primo Levi i progetti didattici sulla Palestina, ampiamente condotti nel corso di tutto l’anno scolastico, si arricchiranno di un incontro con Paola Caridi, organizzato dal docente Maurizio Russo, che si terrà il 13 maggio. Secondo il prof. Russo il libro di Caridi, “Gerusalemme. La storia dell’altro” (Feltrinelli, 2025), è didatticamente molto efficace, specie per il biennio, ma è adatto anche per la scuola secondaria di primo grado. Paola Caridi ha accolto l’invito del docente a tenere un incontro pubblico per la cittadinanza, che avrà luogo il 17 maggio alle ore 20, presso il Centro Studi Sereno Regis (via Garibaldi 13, Torino) e sarà organizzato da ANPI e SPP. Si tratterà di un’occasione preziosa per ascoltare e interagire con la giornalista e scrittrice che molto ci ha insegnato in questi anni di genocidio. Auspichiamo una folta e motivata partecipazione.
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